I soci del Rotary di Tolentino, l’alta sera, hanno incontrato al ristorante “La contrada” il cardiologo Fabrizio Cecaro, che ricopre l’incarico di “Consultant in cardiology”, posizione apicale nel sistema sanitario inglese, dirigendo cliniche specialistiche in tre ospedali con sedi a Londra ed in Kent.



Il cardiologo ha parlato della morte cardiaca improvvisa. “In parte si può evitare tale morte – ha detto – focalizzando i nostri sforzi nella prevenzione delle malattie cardiovascolari i cui fattori di rischio “classici” sono ben noti: fumo di sigaretta, ipertensione arteriosa, diabete e colesterolo alto. In aggiunta è fondamentale non tacere al medico, per esempio nel caso degli sportivi nel timore di vedersi negare l’idoneità, i sintomi d’allarme, dolore al torace, affanno, palpitazioni, svenimenti, o altri elementi.

Punterei molto, inoltre, su programmi di educazione che consentano anche al personale non medico di intervenire in caso di emergenza e favorirei la diffusione del defibrillatore nelle scuole ove purtroppo la vigente normativa non ne rende obbligatorio il possesso”.

Cecaro si è poi soffermato sul caso della morte di Agnese Brachetti di Pollenza. “Da quel che ho letto – ha aggiunto – l’autopsia non ha mostrato segni di cardiomiopatia ovvero non è stata accertata la presenza di patologie del muscolo cardiaco, ma sono stati prelevati campioni istologici e sono tutt’ora in corso accertamenti volti a verificare le patologie “non visibili” ai comuni test diagnostici e che necessitano per esempio di test genetici.

Le mutazioni dei canali ionici, ovvero le canalopatie, difetti occulti del “sistema elettrico del cuore” potrebbero generare improvvisamente l’insorgenza di aritmie maligne. Va purtroppo tenuto in considerazione che quasi un quarto degli arresti cardiaci in soggetti giovani con un cuore apparentemente sano rimangono insoluti sia all’indagine autoptica che ai test genetici e ciò a riprova che purtroppo ancora molto deve esser fatto per riuscire ad identificare le cause della morte improvvisa, in particolare giovanile, e per sviluppare test finalizzati ad una diagnosi precoce, prima ancora che i sintomi si manifestino”.

Riguardo ai casi di morte cardiaca improvvisa a Tolentino e nel maceratese ha riferito che, purtroppo, non è possibile avere un numero preciso. “Ad oggi – ha concluso – solo il Veneto è l’unica regione in Italia ad avere attivato un registro per le morti improvvise giovanili ed un’iniziativa simile è in fase di attivazione in Toscana.



Non sono a conoscenza di dati relativi alle nostre singole città, ma si stima che di morte cardiaca improvvisa muoiano circa 200 persone all’anno nella nostra provincia”. Nel corso della serata, inoltre, il rotariano Stefano Clementoni ha presentato alcuni nuovi progetti da realizzare in India.

Carla Passacantando

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