Ancora al centro dell’attenzione del consigliere regionale Sandro Bisonni è la legge sulla caccia approvata lo scorso 11 dicembre, che apporta modifiche alla normativa vigente: “Ci provano e ci riprovano, ma per la caccia continuano ad accumulare soltanto sconfitte.

Ed ecco una nuova impugnativa da parte del Governo”, esibendo le motivazioni espresse nei confronti della legge regionale 46, che apportava modifiche alla normativa vigente.



Secondo Bisonni: “L’atto era stato discusso in Aula con tanto di urgenza perché, come spiegato dall’assessore Pieroni e dal Presidente della Commissione sviluppo economico Traversini, l’obiettivo era quello di non sospendere la caccia al cinghiale nelle aree Natura 2000 in attesa che il Tar delle Marche si esprimesse in merito al ricorso delle associazioni ambientaliste. In quell’occasione dissi chiaramente che si trattava di una legge incostituzionale e che, senza ombra di dubbio, sarebbe stata impugnata”.

Nelle motivazioni ufficiali dell’impugnativa, sulla quale dovrà esprimersi la Corte costituzionale, si fa presente che la legge 46, ripristinando la caccia in alcune aree, elude di fatto gli effetti dell’ordinanza cautelare del Tar e mette in atto un vero e proprio ‘travalicamento’ di poteri.

Tutto questo perché, pur costituendo la caccia materia affidata alla competenza legislativa residuale della Regione, è tuttavia necessario che rispetti la normativa statale in tema di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema:

legge sulla caccia“Non c’è dubbio che i reiterati tentativi dalla maggioranza e soprattutto dell’assessore Pieroni di soddisfare esclusivamente le richieste dei cacciatori stanno portando la maggioranza a compiere scelte sbagliate, inopportune e fuori da qualsiasi logica. Non si era mai vista una prepotenza istituzionale tanto sfacciata, ora Pieroni cosa s’inventerà per tenere tranquilli i suoi cacciatori?”, ha concluso il consigliere regionale Bisonni.

La legge regionale sulla caccia è stata impugnata anche dal Consiglio dei ministri, come hanno confermato le associazioni ambientaliste: “Il Governo, esercitando il suo potere di impugnativa, ha sottolineato l’illegittimità costituzionale della Legge Regionale numero 46/18, scritta in fretta e furia solo per consentire ai cacciatori di non perdere delle giornate utili per sparare nelle aree della Rete Natura 2000.

Così facendo, il Consiglio dei ministri ha certificato definitivamente l’incapacità legislativa ed esecutiva dell’assessore alla caccia Moreno Pieroni, della Giunta e del Consiglio regionale delle Marche che, a stragrande maggioranza, hanno preferito andare incontro all’ennesima figuraccia, solo per tenere buoni i cacciatori marchigiani, pur sapendo che quella legge non avrebbe mai superato il giudizio di legittimità costituzionale.



Il Governo ha compiuto il primo passo che porterà alla cancellazione di questa norma anticostituzionale, ripristinare la legalità e impedire che il prossimo anno si torni a sparare in quelle aree della rete Natura 2000 delle Marche, che docenti universitari ed esperti scientifici dalla Comunità Europea hanno individuato e perimetrato proprio per la loro importanza dal punto di vista faunistico e che quindi meritano di essere protette e tutelate integralmente”.

Simone Baroncia

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