L’evento conclusivo del progetto “Rio e Archeo 2017”, rivolto al trattamento e all’inclusione socio-lavorativa di persone in situazione di dipendenza patologica, avrà luogo venerdì 19 gennaio, ore 10, al Museo Archeologico di Ancona, in Sala Convegni.



Anche in questa nuova edizione, il progetto si caratterizza per la duplice finalità di offrire sia opportunità formative professionali ad utenti in carico alle Comunità Terapeutiche che interventi mirati utili al bene pubblico come la cura del verde e del patrimonio archeologico del territorio.

Finanziato all’80% dalla Regione Marche e attuato in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica delle Marche, Consorzio di Bonifica, Fondazione Marche Cultura, Parco del Conero e Parco San Bartolo anche quest’anno ha visto la partecipazione di 5 enti privati accreditati co-finanziatori al 20% quali IRS L’aurora cooperativa sociale, Associazione L’imprevisto, Labirinto cooperativa sociale, Associazione Oikos e Fondazione Exodus.

Durante l’evento verrà presentata la relazione finale insieme alla proiezione dei video realizzati durante il progetto e la consegna degli attestati ai partecipanti alle attività ergoterapiche svolte. Fulcro della giornata sarà il racconto dell’esperienza formativa da parte degli utenti e degli enti coinvolti nel progetto.

Questo il programma di massima dell’evento finale del progetto “Rio e Archeo 2017”, previsto alle ore 10.00 presso il Museo Archeologico di Ancona, Sala Convegni, via G. ferretti 6.

Il progetto ha visto gli utenti in carico alle Comunità Terapeutiche coinvolti in un’esperienza di crescita personale e professionale caratterizzata per il rilevante contributo a favore della prevenzione del dissesto idrogeologico e la salvaguardia del patrimonio culturale.

I partecipanti hanno tagliato erba, pulito fossi, raccolto rifiuti, ripristinato staccionate, segnaletica e aree di ristoro, oltre ad attività di manutenzione e bonifica di aree archeologiche.



I ragazzi hanno avuto l’opportunità di sperimentare attività occupazionali che permettono il recupero e lo sviluppo di capacità cognitive, manuali e relazionali, approfondendo inoltre nuove conoscenze rispetto ai trascorsi di dipendenza. Uno spazio riabilitativo che mira ad essere un punto di riferimento nel futuro.

Redazione – la Scansione.net

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