Con occhi attenti si potranno trovare delle novità, a partire dal benvenuto: verrà infatti consegnata una piantina per orientarsi nel percorso storico. I dettagli di vita quotidiana sono il frutto degli sviluppi che anno dopo anno ha la ricerca storica iniziata ormai ventisei anni fa.



Emozioni, suggestioni e dettagli sono «prendono vita grazie alla collaborazione dei piobbichesi che sia come braccianti sia come figuranti riescono ogni anno a fare qualcosa di eccezionale. Vedere immedesimarsi nei personaggi anche i bambini rende tutto più magico di quello che è.

Quest’anno i quadri rappresentati dai 300 figuranti circa ripercorrono, con scrupolo filologico, i tempi della vita di Gesù oltre 30 toccanti scene che riproducono scene, personaggi, paesaggi e mestieri dell’epoca. Protagonisti tanti animali, coccolati dai figuranti stessi», afferma Fausto Luzi, Presidente Comitato Presepe Vivente.

L’orgoglio della tradizionale iniziativa è anche del primo cittadino Giorgio Mochi. «Sicuramente una delle rappresentazioni più suggestive del panorama natalizio della nostra regione. Il presepe vivente di Piobbico, ricostruito su una puntuale ricerca storica, nasce negli anni novanta per volontà della scuola media di Piobbico vedendo poi il coinvolgimento di tutta la comunità.

Oltre alla ricerca storica ed alla valenza dell’iniziativa, il Presepe Vivente di Piobbico gode di un contesto storico unico. L’antico Borgo ed il castello Brancaleoni, in questa occasione trasformato in castello di Re Erode, sono una splendida cornice per un evento unico»

L’organizzazione è a cura del Comitato presepe Vivente di Piobbico, ingresso ad offerta libera.

Come si sviluppa il Presepe: Articolato in numerosi quadri dedicati alle singole scene e ai mestieri, nell’ideale percorso del visitatore si succedono il censimento, la lavorazione dei profumi, della carta, della creta e delle essenze, delle tende, delle pelli, del lino, della farina, del pane, quindi la tessitura, la tintura, la filatura, la spremitura delle olive; e ancora il falegname, il vasaio, il fabbro, il cordaio, lo scriba, il cestaio, lo scalpellino, l’artigiano del legno.

Non mancano pescatori, viandanti, mendicanti, soldati, accampamenti di pastori, mercati e locande, corti, animali a riposo o al lavoro; scene di vita quotidiana e insoliti spettacoli. Nel Borgo Medioevale e nel Castello Brancaleoni, sotto gli archi a volato delle cantine di pietra a vista, si snoda la storia dell’evento della natività, dall’annunciazione a Maria alla ricostruzione della corte di Erode.

Soldati all’osteria e agli ingressi del borgo, fuochi di bivacchi e carovane di pastori, sfarzi di corte e povertà di mendicanti. Su tutti campeggiano i momenti sacri dell’annunciazione, della natività e dell’arrivo dei re magi.

Come è nato il Presepe Vivente di Piobbico. Le origini di questo Presepe vanno ricercate nel 1991, il 22 dicembre 1991 la prima edizione frutto di una ricerca storica e scrupolosa degli alunni della scuola media.

«Il Presepe Vivente di Piobbico nasce nel lontano anno scolastico 1990/1991. La manifestazione ha preso l’avvio a seguito di una ricerca della locale scuola media, che si prefiggeva la ricostruzione storica, il più fedele, dell’ambiente in cui è avvenuta la nascita di Gesù. – continua il presidente Luzi – Gli alunni, dopo aver svolto questa attenta e puntuale ricerca su usi, costumi, mestieri del tempo, hanno pensato di riprodurli nella realtà e si sono trasformati, insieme alle loro famiglie e agli Insegnanti, in attori, assumendo il ruolo di pastori, falegnami, fabbri, osti, tessitori, cardatori e filatori di lana, fornai, mercanti, sacerdoti e personaggi sacri.

Sono diventati così protagonisti di verosimili scene quotidiane, ricreate nelle vecchie cantine, negli androni, nelle piazzette e lungo le strette viuzze del Borgo, facendo uso di addobbi e suppellettili, ricercati pazientemente tra quelli più adatti o ricostruiti dagli alunni o dai genitori.



Oggi il Presepe Vivente ha assunto proporzioni e prestigio assoluti; conta circa 300 figuranti dislocati nei 30 quadri oltre a coloro che hanno preparato i costumi e le scene, guidati dal gruppo instancabile del Comitato Organizzatore che continua la ricerca iniziata dalla scuola media nello studio dell’ambiente, dei costumi, delle abitudini e dei mestieri dell’epoca ogni anno arricchiti con particolari sorprendenti».

Agnese Testadiferro

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