Negli scorsi gorni il consigliere regionale Sandro Bisonni ha presentato una proposta di legge in cui è prevista per i proprietari delle imprese agricole la possibilità di chiedere l’intervento della Regione per l’istituzione del divieto di caccia nel proprio fondo rustico, modificando la normativa del 2011 relativa alle ‘Disposizioni regionali in materia di multifunzionalità dell’azienda agricola e diversificazione in agricoltura’:



“Molti proprietari di agriturismi si sentono danneggiati dalla presenza dei cacciatori nel proprio terreno, temendo anche un possibile danno economico per l’attività che svolgono. Inoltre, si ritiene importante tutelare e salvaguardare l’incolumità degli ospiti delle stesse aziende turistiche e delle fattorie didattiche”.

A supporto dell’atto, Bisonni ha richiamato anche l’articolo 832 del codice civile, laddove si stabilisce che ‘il proprietario ha diritto di godere e disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo’.

propostaLa proposta di legge, quindi, fornisce ai titolari dell’impresa agricola la possibilità di chiedere alla Regione l’istituzione del divieto di caccia nel proprio fondo rustico, secondo le modalità previste dalla legge del 1995 sulle ‘Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’ambiente e disciplina dell’attività venatoria’.

La Regione sarà chiamata a pronunciarsi sulla richiesta valutando le situazioni di potenziale rischio e l’interesse sociale connesso al divieto, da istituire anche solo su parte del fondo.

Inoltre sempre lo stesso consigliere ha presentato un’interrogazione in cui chiede di conoscere lo stato attuale delle strutture, i motivi che hanno portato alla scelta di affidare la gestione di quella pesarese ad una onlus, che tra i suoi iscritti annovera anche alcuni cacciatori tesserati, ed i tempi di attuazione del progetto regionale: qual è lo stato di operatività del Cras di Pesaro e la situazione del progetto del Cras delle Marche?

E’ il quesito posto al centro dell’interrogazione sottoscritta dal consigliere Sandro Bisonni, che prende le mosse da quanto avvenuto lo scorso 25 novembre ad Apiro, dopo la segnalazione di un lupo ferito a seguito di investimento:



“Sul posto sono intervenuti, chiamati dai carabinieri, alcuni operatori del locale servizio veterinario, che hanno catturato l’animale, sistemandolo in una gabbia di contenimento, poi lasciata sul bordo della strada. Vista la mancata disponibilità del Cras di Pesaro è stata contattata la responsabile di quello di Monte Adone, che nel pomeriggio ha provveduto a recuperare il lupo ed a fornirgli le cure del caso”.

Nell’interrogazione si fa presente che attualmente, sempre presso il Centro di Monte Adone, è ospitato un altro lupo femmina di 6 mesi, recuperato dalla stessa responsabile lo scorso 30 ottobre dopo un investimento, ricordando che dal primo gennaio 2019 la gestione del Cras di Pesaro sarà affidata ad una onlus, che annovera tra i propri iscritti anche cacciatori tesserati. Infine, il consigliere chiede di avere informazioni sull’attuazione del progetto relativo al Cras Marche, consegnato in Regione lo scorso mese di ottobre.

Simone Baroncia

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