Contraccezione gratuita. Il Consiglio regionale delle Marche ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal presidente della commissione Sanità, Fabrizio Volpini, e firmata da Enzo Giancarli, Andrea Biancani, Francesco Giacinti, per garantire la distribuzione di contraccettivi gratis nei consultori pubblici delle Marche.



L’atto, approvato dopo un breve dibattito, impegna la Giunta regionale ‘a dare indicazioni operative alle Aziende Sanitarie sull’offerta gratuita gratuita contraccettivi nei consultori pubblici’.

La gratuità sarà prevista per i cittadini e le cittadine di età inferiore a 26 anni; le donne in età compresa tra i 26 e 45 anni, nei casi di post intervento per interruzione di gravidanza (entro 24 mesi) con esenzione E02 (disoccupazione) o E99 (lavoratrici colpite dalla crisi), e nei casi di post parto (entro 12 mesi) con esenzione E02 (disoccupazione) o E99 (lavoratrici colpite dalla crisi).

Il presidente della commissione Sanità marchigiana, Fabrizio Volpini, ha sostenuto la validità della mozione: “Una decisione importante per consentire un radicamento culturale concreto nella società rispetto ai principi della sessualità e della genitorialità consapevole, che è quanto affermato anche dalla legge 194, di cui spesso non si conoscono a pieno i contenuti.

La distribuzione gratuita degli anticoncezionali, in particolare i così detti contraccettivi barriera, come i preservativi, un presidio medico fondamentale per la prevenzione non solo delle gravidanze indesiderate ma anche della diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili, in primis quelle derivanti dall’infezione del virus HIV. Malattie che stanno vivendo una recrudescenza proprio in questi ultimi tempi”.

La decisione ha trovato una presa di posizione sfavorevole del consigliere regionale Luca Marconi, che ha affermato che la distribuzione gratuita non è una priorità: “Fra le tante esigenze della nostra Regione, le Marche, non immaginavo dovesse esserci quella della gratuità dei sistemi anticoncezionali.

Non ne voglio fare una questione etica, ma solo amministrativa. Sulla questione etica dico che un Consiglio Regionale che rifiutò l’applicazione della legge 194/78 nei suoi articoli iniziali su mia proposta, ma che la vuole nella parte relativa alla contraccezione è decisamente in una dimensione etica contraria alla vita e alle nascite.

Infatti, fatichiamo ogni anno per finanziare la legge che sostiene le madri in difficoltà per una gravidanza (€ 600.000 con interventi di € 500 a donna sul modello del progetta ‘GEMMA’!), ma chiediamo alla Giunta regionale di spendere milioni e milioni per garantire la contraccezione gratuita alle donne marchigiane.

Appunto questione amministrativa: quanto costa l’operazione? Non si sa, non si quantifica, si vota, solo che c’è da farla. Ma chi l’ha votata? Tutti i presenti, Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, i Cinque Stelle, socialisti, Leu e PD che l’ha proposta: 19 su 19, tutti favorevoli”.

Il consigliere regionale ha sottolineato poi la sua uscita dall’aula del Consiglio regionale, in quanto durante l’intervento è stato fatto oggetto di ‘ironici commenti’: “Dovrebbe far riflettere, invece, che si nota un fortissimo aumento, pari al 670%, del ‘contraccettivo d’emergenza’ EllaOne, ulipristal acetato, (in realtà con finalità chimica anti-gravidanza in quanto anti-progestinico) chiamato anche ‘dei 5 giorni dopo’.

Aumento anche della classica pillola del ‘giorno dopo’, Norlevo, Levonorgestrel, anch’essa potenzialmente abortiva, pari al 36%. Questo dopo la liberalizzazione delle vendite per le donne maggiorenni, quindi senza obbligo di ricetta medica, avvenuta nel 2016. Ricerca fatta a Verona da Federfarma monitorando nella provincia 84 farmacie.

Nello stesso tempo avviene un calo dell’uso del preservativo del 13% e un aumento delle infezioni sessualmente trasmissibili, ad esempio 4.000 nuovi casi di HIV all’anno. In conclusione, mi è sembrato di vivere un film vecchio e già visto che entusiasma solamente un sinistrismo di maniera al quale incredibilmente si è unito il centro destra e nel quale si è invece pienamente ritrovato il grillismo radicaloide e anti cattolico.



Una simile decisione è quanto di più lontana ci possa esser rispetto alle reali esigenze del popolo e allora vien voglia di dire che questo è il vero populismo, sempre più stupidamente applicata alla vita politica italiana, contro il vero popolarismo rispettoso della verità e del volere della gente nella realizzazione del bene comune”.

Simone Baroncia

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