È stata riconsegnata alla città la chiesa di San Vito, una delle più importanti dal punto di vista storico e delle tradizioni cittadine.



A tagliare il nastro il Sindaco Francesco Fiordomo e il Vescovo della Diocesi di Macerata Nazzareno Marconi , presente anche Lino Secchi dell’Associazione Paesi di San Vito. I lavori sono stati eseguiti con i finanziamenti provenienti da indennizzi della copertura assicurativa stipulata dal Comune e dai fondi emergenziali della Protezione civile nazionale (circa 72mila euro).

Gli interventi hanno riguardato il puntellamento della volta della navata est e la messa in sicurezza del locale attiguo, l’adeguamento dell’impianto elettrico, la tinteggiatura e il trattamento della pavimentazione interna.

Il Sindaco che ha voluto dedicare la riapertura della chiesa a Don Mario Castagnari, sacerdote che ha rappresentato per la città un riferimento importante da un punto di vista civile e religioso, ha affermato “Anche questo obiettivo è stato raggiunto ed ha rappresentato una vera e propria sfida contro il tempo per poter riaprire in occasione della settimana santa”.

Il Vescovo Marconi ha voluto paragonare la luminosità della chiesa, riportata ai suoi colori originali, alla Resurrezione.

La grande festa è stata allietata dagli alunni della scuola primaria San Vito che si sono esibiti  cantando l’inno a San Vito, musicato dal Maestro Francesco Cingolani e composto sotto la guida delle insegnanti Giuditta Pierini, Eutilia Marchetti e Antonella Maggini, la quale ha fatto dono dell’inno al Sindaco, al Vescovo e alla Banda  cittadina di modo che possa essere utilizzato anche in altre occasioni.

Gli alunni della classe quinta della scuola primaria di San Vito, nel ruolo di ” Guide per un giorno”, hanno fatto vivere ai presenti un viaggio storico-artistico alla scoperta dei tesori della chiesa.



La giornata si è conclusa con il recital per voce e violoncello «Roncalli legge Roncalli» con l’attore Guido Roncalli, discendente di Papa Giovanni XXIII, con la lettura dei suoi discorsi più noti e di alcune lettere inedite tratte dall’archivio di famiglia.

Redazione – la Scansione.net

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