Al multiplex ‘Giometti’ di Tolentino, in collaborazione con la sezione locale dell’Unitre, continua con successo l’appuntamento classico del giovedì sera con il cinema d’autore de ‘La Decima Musa’, che a novembre offre quattro film di grande qualità ad € 16.



Si inizia giovedì 9 novembre alle ore 21.15 con il film italiano candidato all’Oscar ‘A Ciambra’ di Jonas Carpignano, che racconta la storia di un ragazzo di una piccola comunità Rom nei pressi di Gioia Tauro, Pio Amato, che cerca di crescere più in fretta possibile. A 14 anni beve, fuma ed è uno dei pochi in grado di integrarsi tra le varie realtà del luogo: gli italiani, gli immigrati africani e i membri della comunità Rom.

Pio segue ovunque suo fratello Cosimo, imparando il necessario per sopravvivere sulle strade della sua città. Quando Cosimo scompare le cose per Pio iniziano a mettersi male, dovrà provare di essere in grado di assumere il ruolo di suo fratello e decidere se è veramente pronto a diventare un uomo.

Il regista descrive in modo lucido i volti dell’emarginazione con la grazia di un gesto d’affetto nella brutalità quotidiana, le braccia che si stringono al petto in due sullo scooter o una mano fra i capelli.

la decima musaCarpignano si mette al servizio di queste persone che in gran parte recitano se stesse e lo fanno con una spontaneità e veridicità che pochi nel cinema italiano sanno gestire con altrettanta maestria. La macchina da presa entra nelle loro vite senza pretendere di asservirle ai propri fini e sapendo anche mutare modalità e tempi a seconda della comunità messa in luce di volta in volta.

Gli africani (che per i Rom sono tutti ‘marocchini’) hanno una vitalità non folcloristica ma quasi necessitata dal dover sopravvivere in un ambiente non amichevole che contrasta con la lucida determinazione malavitosa degli uomini della ndrangheta locale.

La rassegna prosegue giovedì 16 novembre con il film ‘The Teacher’ del regista Hrebejk, che si ispira ad eventi accaduti nel 1983 in Cecoslovacchia. In una classe di liceo arriva una nuova insegnante, Maria Drazdĕchová, la quale, dopo essersi presentata, fa una particolare richiesta agli allievi. Ognuno di loro dovrà alzarsi e dire quale lavoro fanno i genitori.

Mesi dopo viene convocata proprio una riunione dei genitori perché qualcuno ha denunciato un fatto grave: l’insegnante, appellandosi al suo stato di vedova, si fa fare lavori gratis da genitori e studenti. In cambio arrivano suggerimenti per l’interrogazione o buoni voti. La preside chiede ai genitori di assumere una posizione chiara in materia.

Giovedì 23 novembre Paolo Franchi presenta il film ‘Dove non ho mai abitato’. Il film segue i conflitti emotivi di Francesca, 50 anni, unica figlia di un famoso architetto di Torino, al quale fa visita solo in rare occasioni. Da molti anni infatti, Francesca vive a Parigi con la figlia adolescente e il marito Benoît, un finanziere sulla sessantina, in apparenza riservato ma paterno e protettivo nei suoi riguardi.

A causa di un infortunio domestico che costringe l’anziano padre a letto, la donna vola a Torino per fare le veci del genitore nel progetto di una villa su un lago per una giovane coppia.

Chiude il ciclo novembrino giovedì 30 novembre il film di Sebastian Lelio, ‘Una donna fantastica’, che vede protagonista la giovane Marina, cameriera e aspirante cantante che ha una relazione con Orlando, più grande di lei di 20 anni. Dopo i festeggiamenti per il compleanno della ragazza, Orlando è colto da un malore e portato d’urgenza in ospedale.

Al pronto soccorso l’uomo muore davanti allo sguardo impotente della compagna, che poco dopo si ritrova bersaglio delle indagini e dei subdoli sospetti dei familiari di Orlando.



Ad alimentare il clima di diffidenza e pregiudizio nei confronti di Marina è la sua identità sessuale: la transessualità della donna è considerata infatti una perversione da parte della famiglia del defunto, la quale preferisce incanalare il dolore per la perdita in un’ostinata, innecessaria ostilità. Marina lotterà per il diritto di essere se stessa, una donna fantastica frutto di una lunga e dolorosa ricerca durata tutta la vita.

Simone Baroncia

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