Ormai la notizia è ufficiale: per un anno i cistercensi non abiteranno più l’Abbadia di Fiastra, perché il complesso abbaziale, gioiello nel più ampio parco naturalistico che si estende al confine tra Urbisaglia e Tolentino, è completamente inagibile tranne la chiesa e qualche locale.



Nei giorni scorsi l’assessore tolentinate, Alessandro Massi, si è appellato a fondazione e diocesi per non far andare via i monaci: “Mi appello perché lo stesso impegno messo dalla fondazione nel 1985 per riportare i monaci all’Abbadia di Fiastra sia messo anche adesso. Fu mio nonno, Roberto Massi, a occuparsene, per riportarli dove stavano storicamente.

Sono l’ultimo baluardo dell’Abbadia, un tassello fondamentale. Se vanno via anche loro, con i commercianti già in difficoltà, il museo chiuso, niente più festival o matrimoni, rischiamo di veder buttati all’aria 33 anni di lavoro.

Mi appello alla sensibilità del vescovo perché mantenga il valore spirituale dell’Abbadia e anche al presidente della fondazione, Sposetti, affinché dia un impulso malgrado le difficoltà del terremoto. Oltre al valore del luogo, lì ci lavorano anche tante famiglie”.

Ed in una lettera congiunta mons. Marconi ed il presidente Sposetti hanno spiegato la situazione: “Né la Diocesi, né la Fondazione Giustiniani – Bandini, né altre realtà religiose locali hanno agito per far partire i monaci, anzi è ben documentabile l’impegno di tutti, e soprattutto del vescovo e dei suoi collaboratori, per scongiurare questa partenza.

cistercensiI Monaci Cistercensi di Fiastra sono parte di una delle Congregazioni di Monasteri in cui si suddivide l’Ordine Cistercense, e precisamente quella di San Bernardo in Italia, che ha il proprio monastero principale nella Chiaravalle di Milano.

Questa Congregazione è stata commissariata dal Santo Padre Benedetto XVI nel 2012, affidandola all’Abate Generale Dom Mauro-Giuseppe Lepori che governa tutti Cistercensi nel mondo, per una riorganizzazione strutturale e una migliore formazione spirituale di monaci e novizi.

Durante questo commissariamento sono stati chiusi due monasteri: Santa Croce in Gerusalemme a Roma e Tiglieto in Liguria. Riguardo a Fiastra, sia l’Abate Generale con il suo Consiglio, sia l’abate di Chiaravalle di Milano, con il suo Capitolo, hanno deciso concordemente di sospendere per un anno la presenza della Comunità dei monaci, trasferendo Monaci e Novizi a Milano, per una adeguata formazione e riorganizzazione della vita dello stesso Monastero, ma di non chiudere il Monastero stesso.

Di questa decisione, che dipende solo dalle Autorità dell’Ordine, stabilite dal Papa, è stata data comunicazione scritta al Vescovo Marconi solo da pochi giorni. Per la durata di questo anno di trasferimento, l’Abate Generale chiede alla Diocesi di istituire una amministrazione provvisoria della parrocchia e della chiesa dell’Abbazia, che si curi anche della custodia del Monastero, in attesa del loro ritorno.



Nel frattempo la Fondazione Giustiniani – Bandini continuerà a impegnarsi per il restauro ed il miglioramento di tutta la struttura danneggiata dal terremoto, come ha fatto con impegno e con affetto verso i monaci in tutti questi anni. Il Vescovo e la Diocesi di Macerata sono decisi nel continuare a collaborare al meglio con l’Abate Generale nominato dal Papa e con gli stessi monaci per velocizzare il più possibile il ritorno e la ripresa della vita monastica a Fiastra”.

Simone Baroncia

CONDIVIDI