La provincia di Macerata ha negato l’assenso di costruire l’impianto di recupero di fanghi biologici a Tolentino, avanzata dalla ditta ‘Biorecovery’ di Falconara:

“Effettuata la verifica della richiesta sia sotto l’aspetto formale che sostanziale, con particolare riferimento alla conformità al Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti, la domanda è risultata carente tanto da un punto di vista della adeguatezza della documentazione necessaria all’istruttoria, quanto dal punto di vista dei presupposti necessari alla sua approvazione e ne è stata, pertanto, disposta l’archiviazione”.



Dunque sembra tutto risolto, ma il comitato ‘No inceneritore-Tolentino’ ha annunciato una manifestazione per sensibilizzare le persone: “Il rischio che venga realizzato un nuovo inceneritore alle porte di Tolentino è concreto e occorre agire preventivamente al fine di scongiurarlo.

Se fosse realizzato l’impianto, circa 100 tonnellate al giorno di fanghi organici verrebbero bruciati con un rischio di inquinamento olfattivo, atmosferico e del sottosuolo, enorme. Il Comitato intende dare voce a tutti i cittadini di Tolentino con eventi pubblici, incontri scientifici sul tema e soprattutto confrontandosi con le istituzioni locali.

In quest’ottica, nei prossimi giorni si richiederà ufficialmente, sia di poter partecipare al tavolo tecnico trasversale costituito dal Comune sull’inceneritore, sia di accreditarsi alla Conferenza di servizi istituita dalla Provincia di Macerata”.

inceneritoreIn una riunione delle scorse settimane il comitato aveva sottolineato la potenzialità dell’impianto: “Nel caso l’impianto venisse realizzato, per i prossimi 50 anni più di 100 tonnellate al giorno di fanghi provenienti da moltissimi depuratori delle Marche saranno raccolte e smaltite a Tolentino, in uno stabilimento ubicato a pochissima distanza dal centro abitato.

I rischi per un inquinamento olfattivo (l’odore prodotto dai fanghi organici dei depuratori non è di certo gradevole) e per un inquinamento atmosferico (ogni anno decine di milioni di metri cubi di gas verranno rilasciati in atmosfera) sono altissimi e certamente da evitare anche perché vi sono sistemi di smaltimento dei fanghi molto meno pericolosi e meno inquinanti”.

Ed il consigliere regionale Sandro Bisonni ha espresso la propria soddisfazione, invitando la popolazione ad non abbassare l’attenzione: “Avendo approfondito la questione mi sono convinto che questo fatto non derivi dalla mancata competenza tecnica dei professionisti incaricati dalla ditta, che avrebbero avuto tutti gli strumenti tecnici e giuridici per poter correggere e integrare la documentazione presentata, bensì con molta probabilità dalla pressione politica e pubblica che in questi giorni è stata fatta.



La battaglia per ora è stata vinta!.. Ora è nostro dovere continuare a monitorare la situazione sia perché la stessa ditta potrebbe fare ricorso (improbabile) o ripensarci e presentare una nuova pratica, sia perché semplicemente qualcun altro potrebbe tentare una simile avventura. Io pertanto continuerò a vigilare e a garantire il mio impegno per la difesa del nostro territorio, dell’ambiente e della salute dei cittadini come sempre ho fatto”.

Simone Baroncia

CONDIVIDI