Il punto di ‘quasi’ rottura tra l’assessore Alessandro Massi e il sindaco Giuseppe Pezzanesi sulla delocalizzazione delle scuole è arrivato nei giorni scorsi, quando è stata ufficializzata una nota della lista di maggioranza ‘Tolentino Popolare’, fondata dall’assessore prima delle elezioni comunali del 2017:



“I membri del direttivo sostengono con forza le posizioni dell’assessore all’urbanistica Alessandro Massi sulla questione dello spostamento della scuola Don Bosco verso l’estrema periferia della città. La scelta di spostare la scuola in zona Pace poco ci convince e appare deleteria per tutti”.

L’appoggio è arrivato ‘dopo l’attacco personale da parte del sindaco’, che aveva replicato duramente alla dichiarazione di contrarietà dell’assessore Massi sull’ipotesi di trasferimento del polo scolastico.

scuoleMa l’associazione ‘Tolentino Popolare’ non ci sta, invitando al dialogo: “Il sindaco, che procede individualmente nella scelta, dovrebbe accettare un confronto, visto il suo ruolo di rappresentante di tutti, condividendo opinioni e suggerimenti da parte di tutta la maggioranza”.

La presa di posizione è in linea con il programma elettorale sottoscritto della lista civica, che prevedeva di rivitalizzare e rinvigorire il centro storico, fortemente provato dal sisma: “Il centro è la vita, la linfa e luogo di coesione di ogni città e per questo la posizione di Massi e di Tolentino Popolare va ascoltata e tutelata per evitare che ci sia la desertificazione del centro, in un momento difficile per tutti i tolentinati”.

Lo stesso Massi aveva chiarito come lo spostamento dell’Istituto Comprensivo ‘Don Bosco’ in zona Pace avrebbe comportato una sovrapposizione con le scuole Lucatelli e King nella periferia est di Tolentino, dove attraverso un accordo tra Comune, Provincia e Regione sorgerà anche il campus scolastico:



“Siamo pienamente soddisfatti per la risoluzione della questione del campus per le scuole superiori e rimaniamo a disposizione del sindaco, ribadendo di essere convintamente nella maggioranza che governa la città”.

Simone Baroncia

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