Dopo il bel film iniziale, giovedì 22 novembre alle ore 21.15 è in programma il film ‘Il verdetto – The children act’ diretto da Richard Eyre ed interpretato da Stanley Tucci ed Emma Thompson, tratto dal romanzo di Ian McEwan.



La trama è lineare: mentre il suo matrimonio con Jack vacilla, l’eminente giudice dell’Alta Corte britannica Fiona Maye è chiamata a prendere una decisione cruciale nell’esercizio della sua funzione: deve obbligare Adam, un giovane adolescente, a sottoporsi a una trasfusione di sangue che potrebbe salvargli la vita?

McEwan, autore del romanzo e sceneggiatore del film, è da sempre uno splendido narratore dell’emotività della Londra middle class, tanto quanto un autore molto diverso come Philip Roth lo era della suburbia newyorkese.

In questo caso trasporta la sua storia dalla carta al grande schermo con modifiche, ma mantenendo la stesso precisione matematica (e musicale) nei dialoghi e nei personaggi, calcolando con la sua consueta grazia il loro improvviso trovarsi fuori asse, sbalestrati dalle situazioni inattese che la vita riserva. Succede anche al matrimonio della giudice, che ormai quasi non ascolta più il marito e tanto meno gli riserva minime attenzioni.

il verdettoDurante la presentazione del film ‘Il verdetto – The children act’ lo scrittore Ricorda McEwan ha raccontato: “Qualche anno fa mi sono ritrovato a cena con un manipolo di giudici. Discutevano su un caso su cui erano in disaccordo quando uno dei giudici ha preso da una mensola un volume in cui erano raccolte tutte le sue sentenze…

Non si trattava di casi penali, niente di così grave: erano storie di divisioni familiari che si concentravano su aspetti di vita ordinaria come l’amore, il matrimonio, la fine di una relazione, la spartizione dei beni e l’affidamento dei figli. Tre anni dopo, lo stesso giudice mi ha raccontato di un caso con protagonista un testimone di Geova…

Nel romanzo, ho avuto la possibilità di concentrarmi sui due personaggi descrivendo i loro rispettivi universi: da un lato, c’è una donna oramai matura che, con una carriera onorevole alle spalle, non vive un momento felice con il marito Jack, un professore americano; dall’altro lato, invece, c’è un adolescente che, grazie alla trasfusione, ha modo di scoprire per la prima volta cosa sia la libertà, la possibilità di scelta e il pensare a se stesso.



Entrambi sono però accomunati da una cosa: devono affrontare scelte morali che avranno un impatto fondamentale nella vita dell’altro”.

Simone Baroncia

CONDIVIDI