Sono arrivati come da tradizione da tutto il centro Italia, i 44 motociclisti partecipanti alla 21^ rievocazione storica del Circuito del Chienti e Potenza.

La manifestazione, tra le più importanti del settore in Italia, ha presentato un museo viaggiante a due ruote, che comprendeva mezzi di prestigio, con venti moto prodotte prima del 1935, una dozzina dal 1936 al 1950 ed altrettante dal 1951 al 1965.



La più datata era la Moto Guzzi 4 valvole del 1925 del riccionese Augusto Zaghini, proveniente dal Museo Nazionale del Motociclo di Rimini.

L’evento organizzato con successo dal club CAEM-Lodovico Scarfiotti del presidente Roberto Carlorosi, con la regia del consigliere responsabile Antonio Brachetta, si è aperta con la prima giornata che ha portato i radunisti dalla sede logistica all’Abbadia di Fiastra verso Urbisaglia per giungere a Pollenza, dove nel suggestivo centro storico si sono potuti visitare il Museo della Vespa di Marco Romiti ed il Museo Civico entrambi ospitati in Palazzo Cento.

Ad attendere la rombante carovana anche il sindaco di Pollenza Luigi Monti.

La rievocazione del Circuito del Chienti e Potenza con le relative prove di precisione è andata in scena domenica, sfidando il cielo plumbeo e le temperature decisamente più basse rispetto ai giorni precedenti.

Le incantevoli colline lungo l’impegnativo percorso, lungo circa 37 km tra curve e saliscendi, hanno fatto da cornice ai protagonisti che si sono impegnati in quattro sezioni di prove speciali, sull’ovale Piazza del Popolo di San Severino Marche e a Serrapetrona, patria della Vernaccia, in entrambi i giri.

Al termine delle fatiche a cronometro la migliore prestazione assoluta è stata appannaggio di Gianpaolo Paciaroni su Moto Guzzi Astore del 1950, che si è imposto tra le non omologate dal 1936 al 1950.

Tra le omologate ASI 1936-1950 l’ha spuntata l’altro settempedano Pietro Caglini presidente uscente del CAEM, che ha rispolverato l’inglese Matchless G3L del 1940 che col concittadino e amico Girolamo Bianchi vinse gare e titoli nell’Africa del periodo coloniale.

Il matelicese Enrico Traballoni (Moto Guzzi Sport 14 sidecar) ha preceduto l’umbro Claudio Trippetti (Triumph SD) tra le moto fino al 1935. Nel gruppo 1951-1965 ha prevalso di misura il portopotentino Luigi Senigagliesi (Piaggio Vespa 150 VBA1T) su Luigi Donati (Mi-Val 125T).

Nelle altre due categorie delle non omologate successo per il sangiustese Giovanni Bistosini (Moto Guzzi 500 Sport 15) nel gruppo fino al 1935 e al tolentinate Riccardo Lombardelli (moto Guzzi Airone Sport) nel gruppo 1951-1965. La classifica femminile ha premiato la perugina Patrizia Baldoni (Matchless G3L).

L’evento ha voluto ricordare con commozione il giovane socio Luca Lausdei, appassionato di moto d’epoca, che amava soprattutto partecipare ed arrivare, anche se in ultima posizione.

Secondo questo spirito, in accordo e alla presenza dei familiari, il Memorial è andato all’ultimo classificato, il camerte Renato Borrini, su Moto Guzzi GTS 500.



Classifiche – OMOLOGATE ASI – Fino al 1935: 1°Traballoni (Moto Guzzi Sport 14 sidecar /1930) p.251; 2° Trippetti (Triumph SD/1931) p.477; 3° Salvini L. (Moto Guzzi Sport 15/1933) p.507. Dal 1936 al 1950: 1° Caglini (Matchless G3L/1940) p.180; 2° Brachetta (Benelli 250 4TN/1939) p.1082; 3° Fontanella (Bianchi Freccia Azzurra sidecar) p.1290. Dal 1951 al 1965: 1° Senigagliesi (Piaggio Vespa 150 VBA1T/1959) p.432; 2° Donati (Mi-Val 125T/1951) p.467; 3° Pesaresi (Innocenti Lambretta 150D/1955) p.583.

IN CORSO DI OMOLOGAZIONE – Fino al 1935: 1° Bistosini (moto Guzzi 500 Sport 15/1933) p.953; 2° Recanatesi (Norton H16 sidecar/1934) p-1529; 3° Borrini (Moto Guzzi GTS 500/1935) p.2545. Dal 1936 al 1950: 1° Paciaroni (Moto Guzzi Astore/1950) p.161; 2° Carnevali N. (BSA M20/1942) p.1103. Dal 1951 al 1965: 1° Lombardelli (Moto Guzzi Airone Sport/1956) p.430; 2° Giganti (Innocenti Lambretta 150D/1955) p.712; 3° Marzola (Benelli Leoncino/1951) p.1722. FEMMINILE: 1° Baldoni (Matchless G3L/1943); 2° Veddovi (Ganna Supersport/1933); 3° Guidi (Moto Guzzi Alce Militare/1944).

Giuseppe Saluzzi

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