La campionessa maceratese Camila Giorgi, piuttosto nota in questi giorni per aver ben figurato nel torneo di Sidney e aver incominciato benissimo gli Australian Open, è nata a Macerata il 30 dicembre 1991.

La tennista 26enne, numero 66 del ranking mondiale e semifinalista, ha battuto la russa Anna Kalinskaya, 19 anni, numero 145 WTA e proveniente dalle qualificazioni in due set, con i parziali di 6-4, 6-3 in un’ora e 31′. (n.d.r)



I suoi genitori, Sergio Giorgi e Claudia Fullone di origine argentina (La Plata), arrivano in città nel novembre del 1991, un mese prima della nascita di Camila e vanno ad abitare (sembra)a Piediripa. All’età di 5 anni Camila, dopo aver iniziato con la ginnastica artistica, confida al papà di voler cambiare a favore del tennis.

Gli allenamenti iniziano al circolo di via dei Velini, poi grazie alla mamma che nel frattempo aveva trovato impiego all’Università, proseguono nei campi del Cus, dando così inizio alla sua carriera. Splendida carriera. Nel 1999 la famiglia Giorgi lascia Macerata per Pesaro, poi Milano, Como, Valencia, Palma di Maiorca, Parigi.

Oggi vivono a Miami in Florida. Nel frattempo Camila ottiene, unica tennista, due ottavi di finale nei tornei Grande Slam, l’importantissima vittoria del torneo WTA a Hertogenbosch (Olanda) e altri successi. Nell’agosto 2014 raggiunge la 31°posizione nella classifica mondiale.

Dotata di un fisico atletico e muscolare sfodera un servizio potente che, a volte, supera i 190 km orari e le permette un gioco d’anticipo importante. Qualche addetto ai lavori paragona il gioco di Camila a quello di Monica Seles o Venus Williams.

È soprannominata “Bum-Bum Giorgi”. Nei momenti liberi, in realtà pochi, è una ragazza tranquilla che ama uscire e fare shopping. Per quanto riguarda l’amore, sembra sia fidanzata con un ragazzo marchigiano, anche lui tennista ma, qui entriamo nella sua sfera privata e non è bene andare oltre.



Qualche tempo fa, in un intervista ad un giornale disse: “Sono nata a Macerata, i miei fratelli anche…mi sento di Macerata e non c’è nessun dubbio riguardo a questo”.

Mario Monachesi

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