Da giovedì 25 maggio uscirà in 40 cinema, sotto il segno della Tucker Film, l’attesissimo Ritratto di famiglia con tempesta (After the Storm).



«Se, quando morirò, Dio dovesse chiedermi ‘Cosa hai fatto di buono sulla terra?’, penso proprio che gli farei vedere questo film», sono parole dello stesso Kore-eda, e forse non serve altro per capire quanta emotività biografica (quanta vicinanza personale) ci sia dentro lo script e dentro le immagini.

Dentro una piccola storia che, raccontando le dinamiche di una famiglia giapponese, riesce a raccontare con intelligente leggerezza le dinamiche di ogni famiglia problematica.

Una ballata dolceamara in cui Kore-eda (Father and Son, Little Sister) ci diverte e ci commuove parlando di inettitudine e di possibile redenzione, di cadute e di possibili riscatti, senza mai sovrapporre all’umanissima osservazione dei fatti l’inutile pesantezza del giudizio.

Citando ancora Kore-eda: «La scintilla da cui ha preso vita il film è scattata nel 2001, quando mia madre, rimasta sola, ha deciso di cambiare casa e di trasferirsi in un complesso residenziale.

Un giorno sono andato a trovarla e ho subito pensato che fosse la location perfetta per girarci un film. La prima scena che mi è venuta in mente? Una passeggiata in mezzo ai palazzi, di mattina, con l’erba luccicante di pioggia. La città è bellissima dopo una tempesta!».

Ryota, cui presta irresistibile e spavalda goffaggine l’Abe Hiroshi di Thermae Romae, è un loser che sembra uscito dalla penna di Svevo: promessa (non mantenuta) della letteratura, giocatore d’azzardo, investigatore privato per tenersi a galla, ex marito di un’ex moglie che ha esaurito le ingentissime scorte di fiducia, padre maldestro di un bambino che conosce poco, figlio fragile di un’anziana madre amorevolmente rassegnata (Kiki “Signora Toku” Kilin).

Basterà una lunga notte di tempesta, con i quattro personaggi obbligati a condividere gli stessi metri quadrati fino all’alba, per attutire gli spigoli del presente e, soprattutto, del futuro?

“Una storia in perfetto equilibrio tra la grazia sorridente della commedia e la malinconica rappresentazione della realtà.”
The Hollywood Reporter

“Una commedia di suprema eleganza”
The Telegraph

“Dentro questo film, semplicemente, ci si perde.”
The Village Voice

Redazione – la Scansione.net

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