Giovedì 7 giugno presso la Sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi-Borgetti del Comune di Macerata, è stata presentata ufficialmente la 40 ^ edizione del Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto alla presenza di mons. Nazzareno Marconi, vescovo della Diocesi di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, mons. Giancarlo Vecerrica, vescovo Emerito della Diocesi di Fabriano-Matelica nonché ideatore e guida del cammino, l’avv. Romano Carancini, sindaco di Macerata, il prof. Ermanno Calzolaio, presidente del ‘comitato Pellegrinaggio a Loreto”, l’ing. Massimo Orselli, responsabile della logistica.



A moderare gli interventi è stato Carlo Cammoranesi, responsabile dell’ufficio stampa del Pellegrinaggio, che ha ricordato come questo gesto che coinvolge da 40 anni numerosi volontari e pellegrini non sia un traguardo da celebrare, ma un’occasione propizia per mettere a tema le aspettative e le richieste di ciascun pellegrino nel domandare e camminare verso una meta precisa.

L’appuntamento è per sabato 9 giugno allo stadio Helvia Recina di Macerata. La Santa Messa delle 20.30 sarà presieduta non dal card. Beniamino Stella, impossibilitato a raggiungere Macerata per motivi di salute, bensì dal card. Marc Ouellet, prefetto per la congregazione dei Vescovi, mentre all’arrivo a Loreto domenica mattina ci sarà anche il card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei.

La presentazione del titolo ‘Che cercate?’ è stata affidata al prof. Ermanno Calzolaio che ha spiegato come quest’anno si sia voluto coinvolgere a maggior ragione i giovani nel confronto con la domanda del tema, alla luce del prossimo Sinodo voluto dal Papa per ottobre con le nuove generazioni come protagoniste. Sono tantissime le intenzioni di preghiera che anche quest’anno sono giunte presso la sede, specie dall’estero, come Brasile, Lussemburgo, Kenya.

I giovani comunque come veri testimoni: saranno presenti sabato due minorenni nigeriani, Frank e Uwa, arrivati in Italia da un barcone di fortuna e accolti poi da una comunità cristiana. Mons. Marconi ha sottolineato il valore dell’accoglienza in una città che sente forte la domanda religiosa ed aspetta il pellegrinaggio come possibilità di ripresa, “come alba della vita”.

40 pellegrinaggio macerata loretoE di rimando mons. Vecerrica ha scherzato dicendo che lui durante il cammino, parla già di alba verso mezzanotte ‘come stimolo ed incoraggiamento alla gente già in preda alla stanchezza’. A chi gli chiedeva cosa provasse come fondatore di un cammino che ha toccato quota 40, don Giancarlo ha risposto che “il fondatore non sono io, ma la Madonna, è Lei che guida il popolo, è lei che tesse la trama di tutto in cui siamo chiamati a camminare specialmente insieme ai giovani che vogliamo coinvolgere senza essere predicatori: questo cammino non è fatto da prediche, ma da gesti e testimonianze”.

Anche il sindaco Carancini, dopo aver parlato dell’accoglienza che la città offre ai numerosi pellegrini, ha messo in risalto che quest’anno “la città accoglierà il Pellegrinaggio sempre con il sorriso, ma anche con un po’ di pensieri, alla luce dei recenti fatti di cronaca, ma c’è una gran voglia di accoglienza”. Dal primo cittadino sentimenti di gratitudine per don Giancarlo come ispiratore di una proposta educativa che da 40 anni avvicina “Macerata alle porte del mondo”.

E don Julián Carrón, presidente della fraternità di Comunione e Liberazione, ha fatto pervenire il suo messaggio per questo Pellegrinaggio: “Immaginate come si devono essere sentiti Giovanni e Andrea quel giorno: cercavano Giovanni il Battista e hanno trovato Gesù.

Lo hanno seguito. Lui avrebbe potuto fare finta di niente e invece ha rivolto loro quella domanda a bruciapelo: ‘Che cercate?’, che portava a galla il loro cuore. Quello sconosciuto si interessava di loro! In quel momento hanno compreso che cosa cercavano…

Non pensiate che occorrano doti particolari, una intelligenza superiore alla media o uno sforzo da energumeni per affrontarla. Basta una sola cosa, alla portata di tutti: essere semplici di cuore, come un bambino…



A chi non piacerebbe guardare costantemente la persona amata con lo stupore della prima volta, come un dono tanto desiderato quanto imprevisto? Questa semplicità è da recuperare ogni giorno, non è scontato rimanere bambini quando si diventa grandi. E’ in un cammino che cresce la consapevolezza dell’iniziativa di Dio nella nostra vita, che sempre ci precede, come dice papa Francesco”.

Simone Baroncia

CONDIVIDI