La voce indimenticabile di Maria Callas è la protagonista dell’appuntamento di giovedì 26 luglio.

Alle 21, presso l’Orto dei pensatori, in centro storico a Macerata, la FORM, in collaborazione con il Macerata Opera Festival, l’Università degli Studi di Macerata e la casa editrice Quodlibet, ha organizzato un omaggio al più grande soprano del Novecento. L’ingresso è gratuito.



A lei è dedicato il volume Mille e una Callas. Voci e studi edito dalla casa editrice maceratese a cura di Luca Aversano e Jacopo Pellegrini, che viene presentato in questa occasione dagli autori insieme al musicologo Cristiano Veroli, al Rettore Unimc Francesco Adornato e al neo presidente della Fondazione Orchestra Regionale delle Marche, Carlo Pesaresi.

callasIl volume raccoglie in 640 pagine una serie di scritti inediti, firmati tra gli altri da Alberto Arbasino, Bruno Bartoletti, Marco Beghelli, Marcello Conati, Filippo Crivelli, Gina Guandalini, Hans Werner Henze, Cesare Orselli, Paolo Poli, Emilio Sala, Franco Serpa, Piero Tosi e Franca Valeri, che delineano un ritratto sfaccettato e complesso della parabola spettacolare di un’artista che conobbe un’ascesa scabrosa benché non avara di riconoscimenti, fino a un culmine breve come tutti i culmini, e una prolungata, malinconica discesa verso una brusca morte misteriosa, che ha ispirato romanzi, poesie, testi teatrali e musicali, spettacoli di danza, film, programmi radiofonici e televisivi.

«Il libro si apre con una domanda “Ancora un volume sulla Callas?”. Quello che contraddistingue questa pubblicazione rispetto le precedenti – spiega Aversano, uno dei curatori del libro – è il taglio completamente diverso: non si indugia sul gossip o sulle vicende riportate negli anni dai rotocalchi, ma l’oggetto è l’aspetto musicale, teatrale e delle ripercussioni dell’artista sul mondo culturale dell’epoca.



È uno studio sulla ricezione del personaggio nei vari settori dell’arte, dal teatro al cinema, dalla lettura alla moda: sono indagati tutti i riflessi di Maria Callas non solo quando era in vita ma anche dopo la sua morte: l’aspetto che trovo più curioso è infatti il continuo interesse verso questa icona anche a distanza di quaranta anni dalla sua morte, dimostrato da drammi e spettacoli ispirati a lei.

Il titolo Mille e una Callas vuole sottolineare tutti gli ambiti in cui ha lasciato qualcosa: leggere questo libro è come fare un viaggio nella cultura italiana del secondo Novecento».

l.d.

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