Senza far prevalere alcuna visione morale, religiosa o politica, bensì in modo oggettivo tenendo conto di posizioni anche trasversali ma quanto mai sentite e soprattutto per dare voce alle lamentele di molti cittadini, si deve dar atto che il cimitero settempedano versa da anni in uno stato di totale degrado.

L’attuale condizione di generale disinteresse non fa certo onore a chiriposa in quei luoghi così malamente ridotti e causa non pochi problemi acoloro i quali vogliano onorarne memoria.

Molti settempedani d’origine e non più residenti, in occasione della ricorrenza dei defunti del 2 novembre avranno pensato che il terremoto del 2016 avesse segnato anche questo luogo tra scalinate e balconi pericolanti, grondaie e pavimenti a pezzi e infiltrazioni sui soffitti dei camminamenti.

Sarebbe stato facile essere tratti in inganno se non si avesse avuto l’occasione di visitarne altri in cittadine limitrofe: il confronto è immediato quanto sfavorevole e con poche attenuanti per San Severino, Cittàd’arte e cultura.

La cultura, si sa, ha mille sfaccettature, una tra queste attiene al rispetto verso chi ci ha preceduto, e non meno verso chi si reca nel luogo deputato ad onorarne il ricordo.

Un luogo che, ad oggi, più che permettere un decoroso ossequio rimanda ad un percorso di guerra, tra transenne malamente piazzate e nastri segnaletici, tra scalini e balconate abbandonate, che impediscono talvolta anche il percorso ai fruitori, spesso anche di una certa età.

cimitero

Situazione di degrado e anche di pericolo per l’incolumità,anche a causa del notevole aumento di traffico dovuto alla recente creazione del villaggio Sae, di chi visita i propri cari defunti, in un Camposanto che ormai di Monumentale ha solo il grado di incuria espresso.

Troppi anni, troppo degrado che salta all’occhio da troppo tempo.

Servirebbe, è evidente, soltanto una mano che con un po’ di pratica e sentimento, garantisca una sistemazione a questi spazi, concedendo la possibilità, in sicurezza e con dignità, di frequentare questi luoghi non solo nel mese di novembre, ma tutto l’anno.

Si tratta di una questione che attiene alla nostra dignità, pertanto urgente e ci auguriamo condivisibile da tutte le parti, che chiede di procedere con celerità ad una soluzione da troppo tempo rimandata, o meglio malaffrontata, ma molto richiesta e sentita da gran parte dei Settempedani di buona volontà.

Redazione – la Scansione.net

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