A Tolentino Unitalsi ha festeggiato 90 anni

All’incontro sono intervenuti il presidente regionale Pierantozzi ed il presidente nazionale Diella

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Il 21 Maggio a Tolentino si è celebrato il novantesimo anno di fondazione della sottosezione Unitalsi della città in un periodo non certo tra i migliori per Tolentino, città ferita dal terremoto, a causa del quale anche la sede della nostra sottosezione è stata dichiarata inagibile.



Nonostante ciò, con questo appuntamento la sottosezione tolentinate ha condiviso un momento di gioia, per ricordare 90 anni ricchi di storia scritta da tutte le persone che sono salite sui treni o hanno in qualche modo incrociato la strada dell’Associazione.

L’evento si è svolto nella Parrocchia dello Spirito Santo (una delle due Chiese rimaste agibili) con il saluto di benvenuto da parte del presidente Corrado Pinciaroli che ha ringraziato quanti hanno partecipato, facendo memoria di quanti non sono più con noi e congratulandosi con quanti hanno maturato tanti anni al servizio dell’associazione con dedizione ed amore caritatevole.

All’incontro sono intervenuti il presidente regionale Pierantozzi che ha augurato a tutti di festeggiare ancora altri 90 anni ed il presidente nazionale Diella che ha sottolineato come la vita va sempre difesa anche quando si vive nella sofferenza, perché sempre vale la pena e nessuna è da buttare:

“Siamo nelle mani di Dio e lo spirito unitalsiano è proprio stare vicino agli invisibili, a quelli scomparsi agli occhi del mondo. La nostra vita è comunicare la gioia nei pellegrinaggi e nella quotidianità di tutti i giorni”.

Di seguito ha preso la parola don Decio Cipolloni, presentando la storia di Luigino Rocchi, dichiarato da papa Francesco venerabile, e spronando a seguire il suo esempio di persona disabile ma innamorato di Dio e di Maria. Ha posto, poi l’accento su una frase di Luigino che dice: “Per asciugare le nostre lacrime dobbiamo asciugare quelle degli altri”.

Dopo il saluto dell’assistente spirituale, padre ​Francesco Menichetti e dell’Assessore Fausto Pezzanesi, mons. Nazzareno Marconi ha detto che il servizio Unitalsiano dentro la Chiesa ha un significato molto importante perché Gesù soffrendo e morendo sulla croce ha dato un senso alla sua sofferenza e a quella del ladrone, anche se meritata.

L’Unitalsi può portare speranza e sostegno a chi soffre facendosi prossimo e dando valore e  significato alla sofferenza: non si può dire ‘meglio morire che vivere’. I ‘festeggiamenti’ sono stati chiusi da una frase di santa madre Teresa: “Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande Amore”.

Simone Baroncia

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