Fino a mercoledì 10 ottobre al multiplex ‘Giometti’ di Tolentino si proietta il film di Wim Wenders, ‘Papa Francesco – Un uomo di parola’, che vuole essere un viaggio personale del regista in compagnia di papa Francesco, più che un documemtario biografico relativo alla sua figura.



Il film mette al centro le idee e il messaggio del papa, descrivendo il lavoro di riforma compiuto e le sue risposte alle principali sfide globali del mondo di oggi: la morte, la giustizia sociale, l’immigrazione, l’ecologia, le diseguaglianze in termini di ricchezza, il materialismo e il ruolo della famiglia.

papa francescoLa tecnica di ripresa (direct-to-camera) del film porta lo spettatore faccia a faccia con Francesco, creando un dialogo tra lui ed il mondo. Raccogliendo le domande di persone in diversi percorsi e fasi della vita, il papa risponde agli agricoltori e ai lavoratori, ai rifugiati, ai bambini e agli anziani, ai carcerati e a coloro che vivono nelle favelas (baraccopoli) o nei campi profughi.

Tutte queste voci e tutti questi volti rappresentano uno spaccato di umanità che si unisce in un dialogo con papa Francesco. Presentando il film al festival di Cannes il regista tedesco aveva detto: “A contare saranno le parole di Francesco, non il mio film. Fortunatamente nessun regista e nessuno studio cinematografico possono pianificare film rilevanti, ma a volte accade che qualcosa uscito dal cuore di un regista entri in quello del pubblico.



Un piccolo miracolo di condivisione. Quali sono allora i film che contano? Quelli che aiutano lo spettatore a vivere meglio, a comprendere qualcosa in più sull’uomo, a osservare la realtà con occhi diversi”.

Quindi la spiritualità, nel senso di rapporto con il Divino, che il papa ha trasmesso al regista è un ‘toccasana’ per ogni vita.

Simone Baroncia

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