“Radicale, ambizioso, volutamente estenuante: Andrea Pallaoro mette in scena, in chiave antinarrativa, il dolore di una donna paralizzata dalla propria insicurezza, schiacciata dal peso della pressione sociale, incapace di ricostruirsi un’identità.



E sceglie di farlo rinunciando quasi completamente al racconto, riducendo all’osso i dialoghi, frenando la progressione della trama fino quasi a fermarla”: con il film Hannah, interpretato magnificamente da Charlotte Rampling (vincitrice della Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile al Festival di Venezia), giovedì 8 marzo alle ore 21.15, al multiplex Giometti di Tolentino, in collaborazione con Unitre, si rende omaggio alla festa della donna.

hannahHannah aveva un marito, un figlio, un nipotino. Aveva un cane, un abbonamento in piscina, un lavoretto da governante. A un certo punto, tuttavia, nella sua vita è accaduto qualcosa. E quella quotidianità rassicurante fatta di piccole azioni (lavare il cane, comprare i fiori, stendere il bucato) ha perso improvvisamente di senso.

Suo marito è finito in carcere, lasciandola da sola, e suo figlio non vuole parlarle. Rifiutata la strada ‘facile’ del racconto, il regista concentra la narrazione filmica sul volto, il corpo, l’espressività della sua protagonista, una Charlotte Rampling sempre sullo schermo, inquadrata a distanza ravvicinata per cogliere ogni sfumatura della lentissima e dolente presa di coscienza del personaggio.

Secondo il caporedattore della rivista ‘Il Cinematografo’, Valerio Sammarco, il film narra “un lento, graduale crollo emotivo e psicologico: quello che interessa a Pallaoro è provare a mettere a confronto questo sgretolamento privato con le relazioni umane e le pressioni sociali.



Uno spaesamento, quello della protagonista, che il regista riesce a inquadrare con una messa in scena di grande rigore, lasciando spesso in fuori campo le voci e le situazioni circostanti, affidandosi a molti long take e a continue trasfocate”.

Simone Baroncia

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