Dopo qualche mese di chiusura dovuta a qualche lavoro di restylling, il cine teatro ‘Don Bosco’ con il nuovo anno riapre i battenti con una rassegna di teatro dialettale con un cartellone di tre opere di gran prestigio, in collaborazione con la Uilt.



Per teatro dialettale si intende la produzione drammaturgica e commediografa nazionale che, piuttosto che esprimersi nella lingua ufficiale del paese d’appartenenza, lo fa tramite l’utilizzo dei dialetti o delle lingue di minore diffusione.

L’evoluzione del teatro dialettale in Italia è difficilmente ricostruibile per l’enorme varietà linguistica del paese: comunque è bene ricordare come il teatro dialettale venga spesso assimilato al teatro nazionale, infrangendo quindi la divisione che caratterizza il teatro nazionale come espressione del popolo tramite il proprio idioma.

Il ‘Gala del dialetto’ debutta sabato 23 febbraio alle ore 21.30 con l’opera di Paolo Carassai, ‘Disokkupati’ messa in scena dalla compagnia ‘Totò’ di Pollenza sotto la regia di Aldo Pisani, che racconta in maniera divertente gli ‘sconvolgimenti’ culturali e le lotte sociali che attraversano l’Italia degli anni ‘70 nel nostro territorio.

commedia dialettaleSabato 9 marzo alle ore 21.30 la Compagnia ‘Lucaroni’ di Mogliano, che mette in scena lo spettacolo scritto e diretto da Pietro Romagnoli, ‘Lu matrimoniu a casa de Mengrè’, che rappresenta un vero decalogo di come si organizzava un matrimonio nelle campagne del nostro territorio fino agli anni ’60: ‘A chi spettava comprare gli scendiletti? E le scarpe per la madre della sposa?’ Chi ha contratto matrimonio in quegli anni può ricordarlo ma per tutti sarà una scoperta.

La rassegna teatrale si chiude con un doppio appuntamento: sabato 23 marzo ore 21.30, e domenica 24 marzo ore 17.30, sarà la volta della pièce teatrale scritta e diretta da Jacopo Cicconofri, interpretata dalla locale compagnia ‘Le mezze facce’: ‘Messi a nudo’, liberamente tratta dal film di successo ‘Full Monty’, che racconta la storia ai nostri giorni e nel nostro territorio di persone, che per sopperire alla crisi sociale si improvvisano spogliarellisti per sole donne.



Inoltre domenica 17 marzo alle ore 17, a 20 anni dalla sua morte, il Teatro Don Bosco ricorda Fabrizio De Andrè con un bellissimo concerto, ripercorrendo i brani più significativi con il complesso ‘Caro De André’, capitanato da Carlo Bonanni: grazie a questi ‘Argonauti’ della musica che si riesce a tessere la testimonianza della meravigliosa memoria deandreiana.

Per prevendita ed informazioni si può telefonare allo 0733/972220.

Simone Baroncia

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