di Chicca Sciarresi

Passo dopo passo dunque per un percorso sorprendente da non credere possibile se volgiamo lo sguardo a qualche anno fa, dove la Fermana sembrava precipitata in un pozzo da cui si intravedeva una impercettibile luce lassù, lontanissima; ma step by step si è arrampicata e,  gradino dopo gradino è arrivato anche l’uomo giusto che l’ha portata fuori a correre libera sui manti verdi a vincere e ancora vincere. Un grande sollievo per i tifosi e per  tutta la città.



Mister Destro:” A Campobasso un punto preso nella maniera giusta perché abbiamo avuto una settimana difficile, tra l’altro tre giocatori non si sono quasi mai allenati e durante la partita abbiamo perso Forò, il campo non era sicuramente nelle migliori condizioni, D’Angelo era stato preso di mira ripetutamente e ho dovuto cambiarlo altrimenti  giocavamo in dieci, e quindi chiaramente nel secondo tempo i giocatori erano un po’ più stanchi come Comotto che non si era allenato durante la settimana e aveva i crampi, Margarita era stanco come Mandorino che aveva giocato dopo due anni, Misin alla prima partita intera anche lui era un po’ calato perché era normale che fosse così, quindi credo che tutto sommato un punto lo dobbiamo prendere nella maniera più positiva possibile.

D. Con questa ‘panoramica’ dovremmo preoccuparci per domenica prossimaR. No, diciamo che a livello di problemi fisici Forò sicuramente non credo possa farcela, gli altri hanno una settimana in più di allenamento se ci riferiamo a Mandorino a Margarita e a Misin, rientra Petrucci, quindi no,  bisogna preoccuparci il giusto come in ogni settimana ci preoccupiamo dell’avversario.; era un contesto particolare dove avevamo dei giocatori stanchi, un campo difficile e chiaramente alla fine ho dovuto abbassare anche Misin perché Comotto aveva i crampi e non ce la faceva più, ma questo perché non si è allenato tutta la settimana e abbiamo dovuto finire a tre dietro e con Margarita stanchissimo dovevo decidere e abbiamo finito con Misin a fianco di Comotto.

D. A sorpresa questo pareggio? Pensavate qualcosa di più? R. Uno prima di una partita spera e cerca sempre di vincere poi ci sono gli avversari con i loro meriti, ci sono le situazioni di gara, sicuramente nel primo tempo se facevamo uno o due gol non ci sarebbe stato niente da dire, ma è anche vero che poi nel secondo in un una o due circostanze abbiamo rischiato. E’ chiaro che se fai un gol prima, la partita cambia un po’. La cosa più negativa è stata sicuramente il campo, messo male, molte zolle e non si potevano fare bei passaggi.

D. Crede che proprio questo abbia penalizzato? R. No, io non trovo mai scuse, il campo non ci ha aiutato, noi nel primo tempo, secondo me, abbiamo fatto una buona gara, nel secondo siamo un po’ calati ma viste le tante situazioni che sono successe, era prevedibile. Tre giocatori che non si allenano per tre giorni, guarda caso tutta la linea difensiva, tolto Clemente, Ferrante non ce l’ha fatta e in settimana  Ferrante Comotto e Ispas erano in forte dubbio  fino a sabato mattina; non abbiamo detto niente perché speravamo sempre e non era il caso di allarmarsi.

D. Finalmente vedremo d’ora in poi Mandorino all’opera? R. Mandorino è entrato bene ha fatto quello che ho chiesto e cioè di fare ordine li in mezzo, penso che abbia fatto una buona gara, è ovvio che a livello fisico, dopo due anni, non è che si può aspettare che corra per tutta la partita, però ha fatto bene, come tutti nel primo tempo e in parte nel secondo. E’ chiaro che gli ultimi minuti sono stati i più difficili. Tutti i giocatori che ho io, sono delle risorse, non solo Mandorino, ne ho 24, a parte chiaramente Bossa, spero che anche Urbinati possa rientrare al più presto e sono tutte risorse della Fermana. La gara con la Vis Pesaro è importante, stiamo parlando di una squadra che la dice lunga, fino a domenica scorsa era terza in classifica, ha espresso un buon calcio, è una squadra che ha dei valori importanti in tutte le zone del campo, quindi è sicuramente un test molto difficile.

D. Sereni per domenica? R. Sereni mai, voglio che i giocatori siano concentrati, che inizino a pensare a questa partita e basta, senza farsi attrarre da tutto quello che si dice intorno; mi fanno piacere i complimenti di stima, io capisco che si parla tanto e di tante cose, ma noi dobbiamo rimanerne fuori, altrimenti si rischia di fare delle cose in fretta e arrivare in fretta in cima non è mai bello, bisogna arrivarci con le proprie forze e con calma, perché altrimenti si rischia di cadere, il campionato non è chiuso, abbiamo molto da fare e dobbiamo mettercelo in testa questo. Non dobbiamo farci condizionare dall’aria che si respira al di fuori di questo spogliatoio e di quello che dicono tutti gli addetti ai lavori, c’è ancora tanto da fare. Per quanto riguarda la gara di Campobasso, noi non abbiamo tanti centrali, non avendo Ferrante chiaramente quello che si adattava più di tutti era Mane, quindi ho dovuto togliere un centrocampista, a quel punto, visto che non avevamo i tre che hanno sempre giocato, ho preferito far giocare Margarita più alto per dare anche più profondità e più spinta alla squadra. Ricordo la partita con la Vis Pesaro all’andata, una partita molto combattuta dove avevamo anche sofferto all’inizio, voglio ricordare che non era sicuramente il nostro momento migliore. Devo riconoscere che La Vis Pesaro ha fatto una grande partita. Non guardiamo la classifica, sappiamo che dobbiamo pensare alla gara della domenica successiva, guardare la classifica non ha mai portato dei punti e neanche autostima! L’autostima ce l’hai in campo quando lavori e quando alla fine ottieni i risultati.

D. Dati i fatti oggettivi e la storia anche recente di questa straordinaria squadra, visti i risultati ultimi, potrei pensare che tutto sia dovuto ad un significativo cambio di guardia, quindi all’allenatore? R. Io ringrazio ma non mi piace parlare di me! Io e i ragazzi adesso dobbiamo mettere i complimenti da un’altra parte e pensare a far bene!

Stefano Mandorino:-“ Quando il Mister mi ha chiamato è stato inaspettato, in quel momento il Mister ha detto: Gadda e Mandorino scaldatevi-, non ci credevo più di tanto! Poi all’improvviso mi ha chiamato per entrare ed è stata una sorpresa per me! Lì per lì non ci credevo, una volta in campo i compagni mi hanno sostenuto e incoraggiato, in quel momento ho riprovato l’emozione che non avevo da quasi  due anni ed è indescrivibile! La pelle d’oca, non riesco a descriverla! E’ stato veramente emozionante!

D. Ma alla frase: Gadda e Mandorino scaldatevi, Mandorino ha ritrovato ‘Casa’? R. Mandorino ha ritrovato casa perché è il sogno che ho da bambino, avevo smesso anche nella mia testa! Il sogno continua, mi sento di nuovo vivo.

D. Perché avevi smesso? R. Perché nel momento in cui ho subìto questo intervento al ginocchio, le problematiche continuavano ad esserci nonostante sei mesi di fisioterapia, quando andavo a ripartire c’erano sempre questi dolori insistenti sulle ginocchia che non mi permettevano nemmeno di correre. Quindi venendo qui a Fermo ho ritrovato la serenità e la gioia di potermi allenare con un gruppo fantastico come loro. Fortunatamente domenica il Mister mi ha dato fiducia e ho ritrovato quello che ho sempre sognato da bambino.  In questi due anni ne ho girati tantissimi di specialisti, ma Walter Costi  è riuscito a capire la problematica del mio infortunio. Non era prettamente ortopedica ma era un problema bio-meccanico che gli altri specialisti non riuscivano a capire, ma lui con molta dedizione è riuscito a comprendere e con un lavoro di quasi tre mesi, siamo riusciti a portare a casa una cosa che all’inizio era impensabile. Non finirò mai di ringraziare questo specialista perché mi ha ridato quell’entusiasmo che non pensavo più di poter provare, sono sincero, io posso solo che ringraziarlo!

D. Sembra che ti abbia ridato la vita? R. Sembra una fesseria ma effettivamente è così! Alla domanda del collega: Nel fischio finale di Fermana Matelica, il primo ad abbracciare Mister Destro sembra sia stato Mandorino? R. Guarda, io posso essere l’ultimo arrivato, però nel momento in cui sono entrato in questa squadra, nonostante avessi avuto i miei problemi fisici, loro mi hanno fatto sentire subito a casa, è un gruppo eccezionale che non mi ha mai fatto pesare il mio infortunio, mi ha sempre trattato come fossi un giocatore importante; come l’ho lasciato due anni fa, il Mister è sempre li a tenermi in considerazione qualsiasi cosa succeda, anche se non ho giocato fino adesso, mi rende partecipe di tutto. E’ stata una liberazione, il gruppo è tutto secondo me. Mi sono sentito bene in campo dal punto di vista tecnico, non pensavo di stare a questo livello, certo c’è tanto da lavorare perché non mi sento ancora benissimo ma sto sulla buona strada. Partita dopo partita dobbiamo sempre dare il massimo come è stato fatto fino adesso e poi se ci sarà spazio per Stefano Mandorino, ben venga!

Il DG Fabio Massimo Conti:- “ D. Un percorso che non ha niente di ordinario? R. per quanto riguarda i risultati stiamo facendo una cosa meravigliosa, però come insegna il calcio, bisogna mantenere alta l’attenzione  fino alla fine in quanto non va dato niente per scontato. Penso che, per fare un paragone in grande, quello che è successo a Barcellona qualche settimana fa in Barcellona e Paris Saint Germain credo sia l’esempio giusto di quello che può succedere, magari là è successo in 90 minuti e qua può succedere in più occasioni, quindi quello che dice il mister di invitare alla calma e pensare ad una partita alla volta, credo sia un ragionamento corretto e non frasi fatte tanto per dire, anzi, noi crediamo fermamente a quello che dice Flavio Destro e la pensiamo esattamente allo stesso modo. Questa unione di intenti credo sia la base dei risultati che stiamo ottenendo.

D. Dunque “carta bianca” per Destro? R. Dal punto di vista tecnico e tattico, indubbiamente”.

Cari lettori de La Scansione.net, la  Fermana sta viaggiando in un binario a senso unico, dove la destinazione  sembrerebbe inevitabile a questo punto della classifica e della storia Gialloblù, una locomotiva che lascia polvere sul retro per chi  la insegue, una corsa affiancata da una scia luminosa di successi che si allargano all’orizzonte,  anche lo scopo e l’obiettivo sembrano inoltrarsi nella crescita tecnica che decreta la rinascita di una Società e di una squadra che sono carrieriste ambiziose e di professione e che, a ragion veduta, non hanno mai smesso di crederci!

Chicca Sciarresi

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