La sentenza dell’algoritmo è arrivata qualche giorno fa: l’ospedale unico della nostra provincia vedrà la luce a Macerata, in Contrada Pieve.




Molto si potrebbe dire relativamente ad una politica che rinuncia a decidere e lascia che le scelte vengano prese da un software, senza che questo, peraltro, metta al riparo da polemiche che sembrano arrivare anche da fonti interne al Partito Democratico.
Riteniamo che aver deciso per Macerata sia giusto, ma sul luogo più idoneo si dovrebbero
approfondire le tematiche che vanno dall’ulteriore consumo del territorio su cui sorgerà la strutturaalla riduzione degli spazi verdi, fino ad arrivare ai costi da sostenere per le infrastrutture necessariea raggiungere tempestivamente e rapidamente il nuovo ospedale.
Se l’ospedale è un tema, certo non è il tema più importante per Sinistra Italiana poiché il terreno didiscussione più urgente è un altro.
Il carattere pubblico ed universalistico del Servizio Sanitario Nazionale sta saltando: tagli sempre più pesanti hanno ridotto il Fondo Sanitario Nazionale al 6.6% del PIL, il più basso in Europa, e la stessa OMS ritiene che tale finanziamento non sia sufficiente a garantire un Servizio sanitariouniversalistico.
Con il diminuire delle risorse destinate al Servizio pubblico è aumentata la spesa privata (quasi tutta out of pocket) che raggiunge più del 30% della spesa pubblica.
12 milioni (1 milione di più dell’anno scorso) di cittadini italiani hanno rinunciato ad almeno una prestazione del Servizio Sanitario per liste di attesa insostenibili e per ticket insopportabili specialmente per gli 8 milioni di italiani in povertà assoluta ed in povertà relativa.
E non basta il ticket, ma c’è anche il superticket (10 € a ricetta) per cui qui da noi il gruppo KOS (Santo Stefano, Villa dei Pini, Salus Villalba) può riempire una pagina di giornale locale in cui è scritto “Niente attesa, stesso prezzo del ticket”.
sentenza dell algoritmoNelle Marche si taglia nel pubblico e si favoriscono i privati fino a prevedere la loro presenza all’interno del servizio pubblico considerato che quasi tutta l’attività di riabilitazione è svolta dai privati.
L’assistenza domiciliare è ridotta, le Case della Salute non vengono istituite, le tariffe delle Residenze Protette arrivano fino a 1600-1800€. Sono anni che la Regione dovrebbe intervenire aumentando il suo contributo che dovrebbe corrispondere al 50% della retta mensile, ma ancora nonha provveduto.
I 400 anziani che hanno dovuto abbandonare le Residenze protette distrutte o rese inagibili dal terremoto ancora non hanno fatto ritorno alle loro case.
Niente è stato fatto per l’integrazione sociale e sanitaria.
Oltre che discutere della prevenzione, della medicina di base, di servizi integrati territoriali si dovrebbe discutere di come dare, finalmente, piena attuazione alla legge 194 risolvendo il problema degli obiettori, di valorizzare ed aumentare un personale sanitario quantitativamente insufficiente spremuto da turni sempre più pressanti.
Il dibattito sull’ospedale unico si inserisce in questo contesto, ed appare lontanissimo dalle nostre esigenze, contribuendo ad alimentare l’immagine di una politica sempre più distante dalla realtà.




“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della
collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”: sembra un’utopia, ma è “soltanto” l’articolo 32 della nostra Costituzione. Proviamo a farne uno dei pilastri su cui nascerà la sinistra che ancora non c’è.
Coordinamento territoriale Sinistra Italiana Macerata
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